Scelte scellerate di tecnici e giocatori, società impassibili, direttori sportivi scollegati dalla realtà: ad un passo dal baratro.

EDITORIALE – Le visioni romantiche le lasciamo al nostro Gianluca e al suo nobile animo da tifoso, che ci offre il punto di vista di un amore incondizionato, che va oltre il mero risultato sportivo e già questo basterebbe per chiedere rispetto per tutti coloro i quali, in questo momento a vario titolo, fanno parte del Perugia Calcio. Invece ad ogni partita che si sussegue c’è uno scempio ancora maggiore, un vilipendio sportivo a quel simbolo che campeggia sulla maglia ed l’orgoglio della nostra Città.
La tifoseria rispolvererà il carattere dei tempi migliori, tanto per capirci quello che non perdonava nulla prima a Spartaco Ghini, poi a Luciano Gaucci (due giganti della storia), oppure continuerà con fiori e manifestazioni di affetto incondizionato verso coloro che vanno in campo, perché il calcio lo giocano 11+5. Forse erano altri tempi sono d’accordo ma la sostanza negli anni non è cambiata.
A proposito di ciò, come sempre accade il colpevole è stato ormai individuato dai tifosi nella figura dell’allenatore Lamberto Zauli e, per carità lui ci mette del suo con moduli improbabili e sostituzioni insensate, ma non sento mai parlare delle responsabilità di un manipolo di giocatori che sembrano vivere nella bambagia e non rendersi conto che stanno consegnando il Perugia nelle mani della storia quella nera della Serie D. Mai mi è capitato in tanti anni che seguo il calcio, prima da tifoso, poi da giornalista, poi da addetto ai lavori di vedere una squadra che non è una squadra, che non riesce a mettere in fila due frazioni di gara in croce, che si fa sovrastare da ragazzi che non prendono lo stipendio in un contesto più tremolante dei Campi Flegrei a Napoli. Il tema monotono degli infortuni non può e non deve rappresentare una scusante perché anche su quello ci sarebbe di che parlare.
Sarà sufficiente eventualmente effettuare il secondo cambio di allenatore per risvegliare l’orgoglio? Crediamo proprio di no perché la stessa società appare in confusione e distaccata dalla realtà visto che, solo una settimana fa, il direttore sportivo parlava di playoff e ha consegnato all’allenatore una campagna acquisti a dir poco discutibile pensando, per esempio, che il giovane Manconi possa essere il sostituto di Montevago, uno che fra l’altro è costretto a fare la “guerra” in solitaria contro i difensori dell’intero girone.
Ieri intanto si è rivisto a Perugia il presidente Faroni che, c’è da sperare, o non avrà dormito o semmai avrà dormito male, ma l’importante è che questa mattina al risveglio prenda al vaglio ogni tipo di iniziativa che possa invertire una tendenza disastrosa, inaccettabile!
Fabio Meattelli





