Le parole del presidente del Magione dopo un annata senza infamia e senza lode, con una considerazione sul futuro del dilettantismo umbro
PERUGIA-Non è stata sicuramente una stagione da incorniciare quella che ha visto il Magione fermarsi alla soglia della griglia play-off e lo conferma ai nostri microfoni il presidente Alvaro Rugelli che però fa trasparire un cauto ottimismo per la prossima stagione. Di seguito le sue dichiarazioni.
Ci può fare un commento sulla stagione appena passata? Com’é il bilancio?
“Il bilancio non é granché, eravamo partiti con altri obiettivi, siamo rimasti senza play-off dopo che lo avevamo fatto per due anni, arrivando secondi e terzi, riuscendo anche a giocare una finale finale. Qualcosa in più si poteva e si doveva sicuramente fare, siamo stati balbettanti“
Il calciomercato é ancora aperto, come e dove pensate di intervenire?
“I colpi sono stati mirati, abbiamo agito nei ruoli che avevamo ipotizzato laddove anno scorso eravamo deboli. Il DS opera bene sia con l’allenatore che con il DG, faremo il prossimo campionato sperando di essere all’avanguardia. Quello che ci manca ad oggi forse è solo un tassello, serve un attaccante, una prima punta che possa garantire qualche gol in più rispetto a quelli dell’anno scorso.”
Quali saranno gli obiettivi per la prossima stagione?
“Abbiamo subito una mancata la partenza, non siamo partiti bene e l’abbiamo pagata quest’anno, faremo tesoro di questa cosa. Siamo il Magione e dobbiamo puntare aspirare a qualcosa di più, minimo i play-off. Alla città compete la Promozione, vogliamo farlo anche nel lungo termine, lo merita anche la nostra realtà e chi vive qui ma é difficile, gli anni sono uno diverso dall’altro, il calcio é questo: si può far bene un annata e male l’altra, è anche il bello di questo sport.”
Il calcio dilettantistico umbro nutre di ottima salute, vi sentite anche voi parte di questo buon momento, in relazione alla categoria?
“Si, ci sentiamo parte di questo movimento che è molto importante, si reclutano tanti giovani ed è un veicolo importante per loro. Da tanto tempo però dico una cosa che voglio sottolineare: purtroppo tra qualche anno dovremmo fare non il mercato dei giocatori, ma quello dei dirigenti. Vedo sempre gli stessi, le stesse facce anche nelle assemblee, ci sono poche new entry; i dirigenti nuovi dovrebbero essere più movimentati, serve più ricambio. Questo mi preoccupa dopo 28 anni che faccio questo di lavoro, bisogna cedere il passo a ragazzi in gamba, a Magione ci stiamo provando e credo ci riusciremo, da altre parti vedo che si stanno fossilizzando sotto questo punto di vista.”
Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti





