Il commento dell’ennesima debacle biancorossa
PERUGIA-Una sconfitta che brucia e che getta il Perugia in uno psicodramma senza fine. Quella del Perugia in casa contro la Sambenedettese è una caduta che fa più rumore rispetto a quella di Ascoli e Ravenna, considerando la caratura dell’avversario affrontato. Al di là dei numeri, che sono comunque da tenere in considerazione (3 punti in 6 gare e terzultimo posto in classifica), quello che preoccupa è la tenuta tecnico-tattica del Grifo che anche psicologicamente si scoglie come neve al sole. Il calo del secondo tempo di ieri è emblematico, così come i secondi 45 minuti di Ravenna: una doppia faccia che non può essere continuata a mostrare. La cronaca racconta di un Perugia che si è acceso ad intermittenza, che non ha mai dato l’impressione di essere pericoloso, mostrando una tenuta difensiva non di livello, nonostante l’esperienza di Dell’Orco ed Angella, uscito zoppicando dal campo e con tutta probabilità indisponibile per le prossime gare. Il secondo tempo si stappa con un rigore per gli ospiti a 20 minuti dalla fine, la risposta del Perugia arriva rabbiosa con il sinistro di Giunti, frutto più di una reazione di nervi che di altro, per poi crollare rovinosamente in una distrazione difensiva inspiegabile. Branca, espulso nel primo tempo, ha commentato in sala stampa la prestazione provando a toccare tutti i temi della gara.
“Siamo sufficienti ed ingenui, portare a casa un pareggio ci avrebbe permesso di preparare la prossima partita con un umore totalmente diverso, avremmo vissuto la settimana con un altro piglio invece siamo qui a parlare dell’ennesima ingenuità, prendere un gol come il secondo è assurdo. C’è da lavorare tanto e parlare poco, siamo molto indietro: nell’arco della partita caliamo in modo drastico senza un motivo apparente, non so se il problema sia fisico o psicologico, non è nemmeno 48 ore che sono qui però posso dire che perdere ed abituarsi alla sconfitta non va bene.”
“Il blasone conta fino ad un certo punto, certe cose te le devi meritare. Non sono preoccupato ma dobbiamo cercare di venire fuori da questa situazione il prima possibile. Innanzitutto dobbiamo recuperare quelli che sono fuori, poi devo iniziare a conoscere tutta la rosa perché oggi sono andato su quelli che più o meno stavano giocando finora. Abbiamo provato a schiacciarli giocando in modo più offensivo ma non ci è riuscito bene; in un giorno non posso cambiare la vita di 23 persone. I ragazzi ci hanno provato, non posso dirgli niente sotto questo punto di vista: sono io che devo aiutare loro”.
“Per quanto riguarda la questione reintegri, Lisi e Bartolomei giocheranno una partitella all’antistadio, devo capire quello che mi serve per tirare fuori dai guai la squadra. Ho chiesto alla società di aprire le porte dell’allenamento fino a due giorni prima della partita. Poi ho già detto ai ragazzi che prima o dopo la partita devono salutare la curva, non ho fatto in tempo questa volta a rimandarli dentro ma non succederà più, non scappiamo via dal campo senza prenderci le nostre responsabilità”.
Vincenzo Velotti




