Quinta sconfitta consecutiva, ultimo posto sul campo, a secco di vittorie da aprile e digiuno in trasferta da più di un anno: i numeri da horror del Perugia
PERUGIA-Piove incessantemente sul bagnato. Non è solo un modo di dire, è una constatazione delle prime 8 partite del Perugia che è riuscito a collezionare solo 3 punti, frutto di 3 pareggi (di cui 2 con delle neopromosse, Guidonia e Bra, ndr). Quello che colpisce non è solo il bottino, tuttavia tutto quello che c’è attorno alla società di Pian di Massiano: inquietudine per i risultati che non arrivano, rabbia nei tifosi, delusione della piazza e della dirigenza, oltre che una squadra con il morale sottoterra. La scossa non arriva, la cura Braglia al momento non sembra dare i suoi frutti e nemmeno il ritiro pre-Carpi ha dato qualche risposta. Una squadra che dire piatta è dir poco, senza un idea e senza un anima, ha affrontato il primo tempo di Carpi senza opporre resistenza, dandosi letteralmente in pasto agli avversari, giocando un primo tempo difficile sia da spiegare che da commentare, terminandolo in svantaggio di due reti; debole la reazione nel secondo tempo, quasi impercettibile se non per il palo di Kanoute che fotografa anche una fortuna che in questi casi, a maggior ragione, gira meno del solito. Torrasi ha commentato la gara con parole di delusione, sottolineando come “non si stanno rispettando i valori della maglia che si indossa; la situazione è molto complicata ma l’unico modo per uscire è il lavoro costante e quotidiano, non è una frase fatta, è la realtà. E’ vergognoso avere 3 punti in 8 giornate, non si parla più di tecnica o di tattica, serve mettere la faccia, l’avversario più grande siamo noi stessi. La condizione fisica conta poco, siamo ad ottobre e non può essere un alibi nè tanto meno una motivazione, semplicemente non stiamo dimostrando il nostro valore, i risultati nel calcio spostano tutto, in questo momento va tutto male, possiamo starne a parlare ma la realtà dei fatti è questa.”
Più che le dichiarazioni di circostanza, quello che fa tanto rumore è il totale silenzio dei vertici societari, Meluso escluso, che rimangono nella più totale oscurità, in attesa di una svolta che sembra non arrivare mai.
VV




