Tedesco: “Mi sento pronto per questa sfida”

Le parole del neo allenatore nella conferenza stampa di presentazione; è il sesto allenatore nel giro di un anno e mezzo.

PERUGIA-Ci si aspettava uno scossone ed è arrivato: il nuovo corso a Perugia si chiama Giovanni Tedesco che arriva come allenatore dopo Cangelosi e Braglia; ad affiancare il mister ci sarà il tandem Gaucci-Novellino che, dopo la nota ufficiale di ieri, entrano nell’organigramma del Grifo nei piani alti della dirigenza. Di seguito le parole dell’ex centrocampista biancorosso.

Chiamata del Perugia? Come prima cosa volevo ringraziare Faroni per l’opportunità ed il DG che hanno pensato a me in un momento così complesso, spero di ripagare con i risultati oltre che con impegno e passione; è un emozione pazzesca, è la mia città ed è una suqadra che mi ha dato tanto sportivamente e non, le sensazioni sono molte, vedere chi mi vuole bene ed essere accolto ancora una volta è bellissimo. C’è anche tanta treistezza per la situazione attuale, non ci sono più delle persone a cui ho voluto bene come Carlo Giulietti e Mimmo Pucciarini, non ritrovarli fa male, oltre all’aspetto sportivo. Mi sento pronto per questa sfida, non è un nuovo corso ma un continuo migliore della storia del Perugia.”

“Ho trovato grande organizzazione, il club mette a disposizione tutto quello che serve per fare un campionato di livello e all’avanguardia, c’è anche grande disponibilità da parte dei ragazzi. Tante cose che sono state dette non sono vere, da questo punto di vista c’è grande disponibilità anche da un punto di vista tecnico e non solo logistico.”

“Ritorno dopo 21 anni? Passano tante cose per la testa; colgo l’occasione per dare un saluto a Braglia, è un collega, fa sempre male quando qualcuno si dimette, tengo a salutare anche Cangelosi che è stato uno dei miei primi allenatori, hanno lasciato qualcosa da cui ripartire, spero di continuare su una strada migliore. Era destino che il percorso era questo, nella mia vita non mi ha mai regalato niente nessuno, serve sacrificio, lavoro ed impegno; la realtà oggi dice che lunedì abbiamo una gara che non possiamo sbagliare, io quando ho un obiettivo in mente di solito lo raggiungo; abbiamo tante persone che lavorano per questo club, guardo sempre il Perugia, conosco la squadra e penso si possa far bene”

“Avere la disponibilità dei giocatori è importante, l’aspetto mentale farà la differenza dato che i risultati portano fiducia ed autostima; io sono uno concreto, voglio che la squadra corra e sia grintosa, penso che con impegno e mentalità si possa arrivare a grandi risultati. Spero che la squadra assomigli al me calciatore oltre che assorba le mie idee da allenatore.”

“Ho tanto appoggio del club e dalla squadra, voglio però anche l’appoggio dei tifosi, l’ho chiesto in modo abbastanza esplicito; chiedo anche una mano a voi giornalisti dato che se tutti remiamo nella stessa direzione possiamo uscire da questa situazione tutti insieme.”

“Io ascolto tutti però poi faccio tutto io, dalla formazione alla scelta del capitano; sono una persona che sa di calcio e che capisce di calcio, anche con Riccardo, ci guardiamo e ci capiamo. Non mi è mai stato imposto nulla dato che faccio il contrario, io so cosa faccio, ho la mia personalità e carisma; credo che non riuscirei nemmeno a guardare i miei giocatori se succedesse il contrario. Lavorerò sull’aspetto mentale ma bisogna anche parlare meno ed agire di più: abbiamo tutto, adesso tocca solo a noi, bisogna dimostrare tutto questo con i fatti.”

Gaucci e Novellino? Due figure incredibili, in quella panchina sono passati dei giganti, da Castagner a Cosmi; io ho bisogno di tutti, ascolto tutti però poi decido io, loro sono un valore aggiunto, tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile, a quel punto poi decido cosa sia migliore per il bene del Perugia. Dobbiamo recuperare tutti sia fisicamente che mentalmente, quello mi preme.”

“La prima cosa che ho fatto è stata quella di dire alla squadra che siamo bellini col pallone ma si gioca anche senza, sono dei dettagli su cui dobbiamo lavorare, abbiamo l’obbligo di farlo. Mi preme cambiare la rotta con la squadra, credo che sarà tutta una conseguenza: una vittoria, una prestazione importante può sbloccare la stagione, la cosa più bella è essere sinceri dato che non dobbiamo vincere il campionato ma tirarci fuori da questa situazione, è inutile parlare di altro, la classifica non la comprendo e non è da Perugia.”

“La Serie C è un campionato difficile, dove c’è più quantità che qualità, emerge l’organizzazione. Devi avere uno che ti butta la palla dentro e se siamo penultimi un motivo ci sarà, non è sempre colpa degli allenatori. Si è sbagliato tutti, società, allenatori e giocatori, non è mai colpa solo di uno. Bisogna dare di più e fare di più a partire da me che sono appena arrivato per arrivare a tutte le componenti”.

Articolo a cura di Vincenzo Velotti

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