Nella giornata di lunedì siglato il preliminare per il passaggio di mano da Faroni ad Arena Curi. Oggi la giornata di presentazione con la conferenza stampa di rito. Gaucci: “Non so quale sarà l’obiettivo, sono convinto che faremo una squadra molto competitiva.”

PERUGIA-Per poco meno di due anni il Perugia ha parlato argentino, con la presidenza Faroni che termine in una calda giornata di agosto, grazie all’acquisizione del 100% di Arena Curi srl, con tanto di firma del preliminare per il passaggio di società in un noto studio notarile perugino. La cornice è quella del San Gallo Place Hotel, in pienissimo centro a Perugia, dove la nuova proprietà si è presentata mettendosi a disposizione della stampa per tutti i chiarimenti del caso.
Le parole di Francesco Maria Lana, presidente di Arena Curi
“Devo ringraziare le persone che hanno reso possibile il progetto, nascono coniugando idee e finanza, questo ci ha consentito di arrivare a questa situazione; noi abbiamo lavorato con Mauro Ricci e Gianfranco Licomati con la certezza di un ritorno importante senza cui questo progetto non esisterebbe, che è quella di Alessandro Gaucci. Abbiamo lavorato bene con Faroni, tutti vogliono che le cose vanno per il meglio, noi vogliamo che Perugia ed il Perugia torni alla sua importanza, ricordando l’imbattibilità in Serie A e la vittoria dell’Internato. Voglio ringraziare anche la Santucci&Partners, senza di loro non saremmo qui; noi abbiamo lavorato sotto traccia, una cosa come questa merita serenità, lo stesso vale anche per l’assetto societario, quindi sarà fatto un altro evento come questo in futuro per delineare al meglio il tutto. Valori di umanità, tolleranza e sopportazione saranno i nostri valori”
Le parole di Borras
“A dicembre il Presidente ha voluto cedere la maggioranza, oggi siamo arrivati alla conclusione, io prendo questa opportunità per un ultima dichiarazione. Vorrei chiedere scusa, in primo luogo ai tifosi dato che non abbiamo raggiunto i risultati sportivi, in secondo luogo a Faroni, la sua enorme fiducia meritava un risultato migliore; volevo chiedere scusa anche alla stampa oltre che ai miei collaboratori che in 23 mesi sono stati tartassati. Chiedo scusa ai miei 4 figli a cui ho tolto tanto tempo e anche a mia moglie che mi ha sempre sostenuto. Adesso arrivano anche i ringraziamenti, in primis alla sindaca Vittoria Ferdinandi che si è sempre preoccupata del Perugia, all’assessore Vossi, ai funzionari comunali, Giacomo Caponi in particolar modo, al Presidente Marani a capo della Lega; voglio ringraziare i nostri lavoratori nessuno escluso, l’addetto stampa, il settore giovanile fino a tutti coloro che hanno aiutato alla salvezza del club, quindi Tedesco, Novellino e Riccardo Gaucci. Devo ringrazia anche tutti i tifosi per il supporto, nei miei confronti la dimostrazione d’affetto è sempre stata infinita. Grazie al Presidente Faroni, un grande imprenditore, ha fatto sempre di tutto; il capitale investito non si recupera ma coraggio onestà sono un esempio. Sarò sempre a disposizione di tutti sarò sempre un tifoso del Grifo.”
L’intervento di Mauro Ricci…
“Volevo solo aggiungere un paio di puntualizzazioni. Io amo il Perugia, ho lavorato affinchè tutto possa accadere. Arena Curi è il veicolo per arrivare qui, voglio il meglio per il Perugia e con Alessandro abbiamo cercato gli istituti migliori, questo è il migliore ed il più veloce. Gli investitori sono personalità importanti, serve tanto lavoro, finanza e progettualità, abbiamo forza economica ed operativa. Tra fine agosto ed inizio settembre conoscerete gli investitori e tutti i progetti, anticipo il campo coperto a 11 da novembre a febbraio. Chiedo compattezza alla stampa, ai tifosi, a tutto l’ambiente, solo così si vince.”
… e anche quelle di Licomati
“Non ci consociamo ancora, volevo dire che per me è un onore essere qui, volevo dire che questo è un progetto che unisce idee, finanza sport e management, non ho le competenze per parlare di sport ma di finanza sì. Vogliamo una sinergia che porti risultati, sicurezza e strategia nel lungo termine e ovviamente che porti delle vittorie.”
Si parla di sport, ecco le parole di Alessandro Gaucci
“Per me è un piacere ed un grande onore, con amici e famiglia, con Borras ci conosciamo da pochissimo, siamo diventati amici in poco tempo; per me è una persona che vale molto. Voglio fare una precisazione, questa navigata è stata portata avanti dal Presidente e da Mauro Ricci che ci ha creduto fino alla fine, voglio ringraziarlo molto. Lui già quando era nel gruppo con Faroni voleva coinvolgermi ma avevo un progetto a Marbella di un certo livello. Poi sono tornato con la consapevolezza di avere un gruppo alle spalle forte, vogliamo portare il Perugia al livello che merita, abbiamo tantissimo da fare. Al 5 di agosto abbiamo un organico senza i giocatori più forti, a -42 dalla vetta, salvati per il rotto della cuffia, con pochi gol fatti ed una valanga presi: è un percorso in salita ripido; abbiamo cambiato uno staff, non abbiamo la possibilità di fare una preparazione atletica adeguata ma non voglio le scuse. Sono tornato a Perugia e non ho nessuna voglia di rivincita e di cose del passato, credo che si possa fare qualcosa di importante, quello che stavamo per fare più di 20 anni fa. Volevo ringraziare le persone che non hanno dimenticato, ci aspetta tanto sacrificio, c’è tanta disponibilità da parte di tutti, è una cosa molto bella e dobbiamo trasformalo in qualcosa di ancora più bello. Non so che obiettivo abbiamo, sono convinto che faremo una squadra molto competitiva. Qualche giocatore è arrivato, altri ne arriveranno, il tempo dilatato delle trattative ci ha fatto scappare qualche giocatore, c’è da considerare anche il Fair Play che può essere sia negativo che positivo, dipende da come lo sfruttiamo. Non ho pregiudizi, non deve esistere nel calcio, ho insegnato a tanti che nel mondo del calcio si possono fare tante cose con le idee, non solo con i soldi; non voglio vantarmi di quanto fatto, secondo me se abbiamo fatto qualcosa che la gente ricorda abbiamo fatto cose importanti. La mia convinzione è che i giocatori forti sono dappertutto, non guardate i nomi, conoscete i giocatori, nella nostra storia questo è sempre stato chiaro. Voglio vincere, sennò stavo a casa. Dobbiamo anche fare una squadra competitiva in Primavera 1, non 2, voglio coltivare il talento, tra le altre cose. Faroni ha investito una marea di soldi, basterebbero per vincere un campionato, gli è andata male, però c’è anche la parte sportiva che ha dato un giudizio, le annate male possono capitare, la mia peggiore è un terzo posto in C1 nel ’91, sono numeri. Il problema è il tempo, vediamo quello che succederà, vorrei anche riportare la gente allo stadio, abbiamo anche gennaio a disposizione.”
In pochi giorni il Perugia si è svegliato da alcuni torpori, possiamo ritornare a sognare?
“Dobbiamo tornare a sognare! Se un essere umano non ha dei sogni è già morto e non se n’è accorto, quindi credo che sia importante che ci sia entusiasmo, c’è una possibilità concreta, è compito nostro ma abbiamo anche la parte sportiva che va da sè. Tutti i pezzi del mosaico sono importanti, se uno lavora contro da dentro è inutile, dobbiamo tutti remare nella stessa direzione, sarà importante che tutti i componenti, dall’addetto stampa al magazziniere, c’era l’èlite una volta che ci ha permesso di raggiungere certi risultati. Puoi avere un bravo allenatore ma un preparatore non adatto, questo è un problema.”
Come ritrovi Perugia ed il Perugia?
“Qualcuno qui è stato fortunato, se fossero stati ai tempi miei erano già morti, si contestava il Perugia quando era in Serie A ed in Coppa Uefa. Accetto ogni visione, la materia è complessa, le certezze sono poche, competenza e passione sono importanti, poi penso che non si può criticare a prescindere, quello non lo accetto. C’è una nuova società, ha obiettivi, poi è successo quello che è successo ma non è colpa di qualcuno. Io ho i messaggi con Borras di venerdì dove lui mi dice che Tedesco voleva andare via, io non avevo deciso niente in quanto non ho mai rilasciato un intervista. Tutto quello che era uscito è falso, io dovevo chiarire con la parte tecnica, lui non ha voluto parlare e basta ma, al di là di questo, è vero che lui è stato una bandiera e il mio capitano, l’ho portato io a Perugia. Non è detto che i grandi giocatori siano grandi allenatori, a me non è piaciuto anno scorso, quindi io gli avrei detto delle cose in modo molto chiaro, poi non ho potuto parlargli e ho trovato alternative, quelle che pensavo fossero idonee, mi sono piaciuti quasi tutti e ho dovuto scegliere e ho scelto Diana per il suo entusiasmo per quello che ci siamo detti da un punto di vista tecnico, dopo 35 anni e tanti allenatori ne saprò qualcosa. Al 90% Tedesco l’avrei esonerato, qui bisogna raggiungere degli obiettivi, per me non è adatto, vince chi sbaglia di meno, non chi non sbaglia mai. Io non faccio scelte di amicizia”
Aspettate la fine del mercato con delle opportunità da cogliere?
“Io credo che da qui a lunedì massimo martedì avremo la rosa completa, poi la ciliegina la mettiamo nel più breve tempo possibile, in caso contrario aspetteremo. Dobbiamo cercare di garantire che entro fine settimana abbiamo il 90% della squadra.”
Come avete convinto questi investitori? Ci sono molti giovani, che fine faranno?
“Ti dico che abbiamo persone competenti, con ciò si può costruire cose importanti. Ho conosciuto Licomati a Marbella, abbiamo fatto squadra, abbiamo fatto vincere il Marbella, 3 campionati vinti negli ultimi 4 anni, abbiamo più di 600 ragazzi nel settore giovanile, il più grande della regione. Abbiamo dato giocatori in grandissimi club, adesso quelli che vanno a Manchester o Madrid possono venire qui, come si faceva una volta.”
Cosa ti direbbe papà e tu cosa diresti a lui?
“Nel ’91 feci una grande litigata con papà, quando mi disse che aveva preso il Perugia, io gli dissi che era un pazzo perchè se non avesse vinto tutti gli avrebbero dato contro. Lui mi disse “Noi dobbiamo vincere!”, penso possa bastare.”
Articolo a cura di Vincenzo Velotti




