Grifo, ecco Diana:”Sono un privilegiato, voglio creare uno spogliatoio”. E quanti acquisti…

Prende forma il Perugia di Alessandro Gaucci che, con colpi a raffica dal mercato, presenta il nuovo allenatore.

PERUGIA-Papazov, Quirini, Carriero, Cisco e Kabashi. Tutti gli arrivi del Perugia fino a questo momento dopo l’arrivo di Arena Curi al timone e di Alex Gaucci che sta mettendo in piedi un organico di tutto rispetto, per vincere, come ha detto nella conferenza stampa di presentazione, senza nascondere le sue intenzoni, le stesse della famiglia Gaucci d’altronde. Papazov (2006) arriva in prestito secco al Bologna, dove in Primavera ha silgato 2 reti in 79 presenze da difnesore; Quirini (2003) arriva dalla Salernitana in prestito con obbligo di riscatto condizionato, 12 i gol tra Lucchese, Milan Futuro e Salernitana; Carreiro (1997) porta espereinza a centrocampo viste le esperienze in B con il Cittadella e poi con Casertana, Catania, Monopoli, Avellino, Trapani e Salernitana in C; Kabashi (1994) dal canto suo vanta nel parlmaers la Coppa Italia Primavera con la Juventus oltre alle esperienze in B con Pescara, Reggina e Como fino a quelle in B con Pontedera, Livorno e Reggiana tra cui, le ultime due, promosse in B; ancora in attesa l’ufficialità di Cisco che dovrebbe arrivare a breve.

Di seguito la conferenza stampa del mister che si è aperta con le parole di Alex Gaucci.

“Ieri abbiamo parlato abbastanza, adesso diamo spazio alla parte tecnica e sportiva che gestitrà la parte più importante della società; siamo qui con una persona che mi ha dato una grande impressione da tutti i punti di vista, consoce il calcio, è una persona vera e leale, ci siamo messi d’accordo per un biennale, spero che se continuieremo significa che abbiamo fatto i risluati che vogliamo. Lo staff avrà 3 collaboratori; stiamo facendo nottate per mettere a disposizione una rosa all’altezza, manca pochissimo ma ne abbiamo presi tanti, abbiamo anche abbassato lo stipendio del mister perchè voleva giocatori forti ma costano! Ieri ho parlato abbastanza, adesso tocca a lui”

Le parole di Diana

“Innanzitutto complimenti per la location, mette un po’ di pressione. Voglio ringraziare Alessandro ed il suo team per l’opportnuità che mi ha dato, quest’anno avrei preferito aspettare, ho rifiutato tante cose a giugno, mi ero stufato della categoria ma quando ho sentito il suo nome cambia tutto. La chiamo sfida, non è un impresa, mi preoccupa il tempo, non i ragazzi che ariveranno, ci vuole tanta capacità, i ragazzi si sono messi a disposzione, non voglio vendere fumo e non faccio promesse, ci vuole fiducia, io l’ho data e siamo convinti che si possa fare un bel lavoro. Ringraio chi c’è stato prima, so che i ragazzi hanno lavorato magari con delle difficoltà ma si sono preparati e si sono messi a disposzione, quello che ho fatto io in questi giorni è quella di creare mentalità, c’è da costruire uno spogliatoio, chi arriva deve trovare qualcosa che c’è già, prima che a livello tecnico tattico serve uno stile, una cultura del lavoro anche per dare qualcosa in più. Non c’è tempo, poi arrivano anche i discorsi tecnici, quindi la condizione atletica, il mio obiettivo è creare uno spogliatorio, poi possimao inserire quello che manca.”

C’era già stato un contatto con il Perugia? Cosa ne pensa di chi già c’era?

“Sì ci sono satti dei contatti due anni fa ma non si è potuto fare nulla; oggi ci sono molti giovani, bravi, alcuni molto bravi, che fino adesso hanni tirato la carretta, poi quando arrivano tutti ogniuno prende la sua strada, magari qualcuno rimane, qualcuno torna in Primavera. Quelli che ci sono volevano avere chiarezza e ho cerato di rassicurarli sia sul progetto tencico che ho in mente che su quello che la società vuole fare; alibi non ce ne sono, solo il tempo, se vogliamo consideralo tale.”

Cosa l’ha portata a sposare il progetto della nuova società? E’ un cantere aperto, i ragazzi si adatteranno al suo modo di giocare?

“Stiamo parlando di Perugia, io sono nella storia al momento, qua ho giocato, anche spesso, basta poco per la magia, poi se ci metti la figura di Alessandro il gioco è fatto, è una persona schietta e sincera, sta facendo i fatti. Faccio la C da 10 anni e non è facile trovare persone competenti di calcio, adesso non c’è tempo, io non sono abituato ad arrivi così ma è necessario, dobbiamo essere necessario a scavare nelle nostre espeirenze, abbiamo cercato di informarci anche sulla qualità delle persone a livello di esperienza e livello tecnico, qualcuno l’ho voluto io dato che l’ho avuto, possono portare il mio pensiero nello spogliatoio.”

Lei ha parlato di un progetto tattico, ce la può descrivere a livello di atteggiamento?

Innanzitutto a cardine è che i giocatori che sono stati presi sono per l’idea di una difesa a 3, quindi un 3-5-2 o un 3-4-2-1, poi la fase offensiva sarà fondamentale per capire cosa riuscirremo o cosa il direttore mi porta, le mie squadre sono squadre che provano a giocare a calcio; io porto le mie conoscenze, ogniuno vuole dominare le partite, fare tanti gol e prenderne pochi, vorrei un calcio moderno, bisogna adattarsi a quello che succederà, vorrei che ci fosse pazienza e fiducia, se c’è in un progetto allora possono arrivare dei risultati dopo annate non facili. Il 3-5-2 o il 3-4-2-1 dipende da come lo interpreti, bisogna avere l’ambizione di dominare le partite, la mia squadra deve pensare a quello, l’atteggiamento è fondamentale, voglio che sia una squadra riconoscibile, è importante per iniziare un progetto ed una base. In C c’è qualità, i trequartisti ne stiamo guardando tanti, cerchiamo di prenderli per fare quello che abbiamo in mente, dobbiamo poi convincerli a fare quello che pensiamo, serve un’idea precisa.”

Lei adesso si sente un privilegiato o una figura che deve dimostrare qualcsoa di importante?

“Sono un privilegato, dopo la B ho fatto record di punti con la Feralpisalò, magari facessi 72 punti, mi sento un privilegiato dato che a casa ci sono tanti allenatori bravi, sfrutterò l’occasione consapevole che l’allenatore è la figura responsabile di tutti i guai. Differenze con altri anni? A grandi linee posso dire che è un campionato più tosto, il campionato deve iniziare, ogni annata è diversa, oggi partiamo bene ma dobbiamo fare il meglio che riusciamo, è un girone tosto e dobbiamo capire tuttte le rose, abbiamo troppo da pensare a noi, dobbiamo valutare partita per partita, non tanto per quelli che si affronta ma per il tempo, siamo qui per lavorare, siamo felici e contenti con il mio staff, abbiamo trovato ragazzi molto bravi, tra staff sanitario e anche le strutture, a parte la palestra che si può migliorare.”

Articolo a cura di Vincenzo Velotti

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