Lucà e i suoi giovani chiamati alla storia.

PERUGIA – Abbiamo avuto l’occasione di intervistare telefonicamente Massimo Lucà che guida la squadra al momento prima nel girone B di Promozione. Dopo aver perso lo scontro diretto due giornate fa contro la diretta inseguitrice, il Bastia, il vantaggio si è ridotto da 5 a 2 punti. A 90 minuti dalla fine è ancora tutto aperto per la conquista del pass per la promozione diretta in Eccellenza: il Bastia ospiterà il fanalino di coda Amerina, mentre la squadra di Lucà sarà impegnata a San Venanzo.

Ad una partita dal termine siete ancora in testa, nonostante il distacco si sia ridotto, come affronterete una gara più complessa sulla carta rispetto a quella dei vostri avversari?

“E’ una gara che vale tantissimo, conta come una finale, per noi è fondamentale per coronare la stagione che abbiamo disputato, bisogna portare a casa la vittoria contro una delle squadre più forti del campionato e dobbiamo fare il massimo.”

Avete disputato una stagione straordinaria, vi aspettavate di essere i primi della classe ad inizio campionato?

“L’anno scorso era il mio primo anno, quindi un esperienza nuova con una squadra che era già stata impostata l’anno prima; la società ha deciso di riconfermarmi ed io ho nuovamente accettato la sfida dato che sia io che la dirigenza eravamo a conoscenza della forza delle altre ma anche della nostra. Ho visto il fuoco dentro i miei ragazzi e sapevo che potevano fare molto bene, anche agli stessi dirigenti ho detto che si poteva aprire un ciclo per i prossimi 5-6 anni. Abbiamo completato l’organico con alcuni innesti, se però mi avessero detto ad inizio stagione che a 90′ dal termine fossi stato davanti a tutti non ci avrei creduto”

Avete perso lo scontro diretto due giornate fa, la sconfitta ha pesato nella rincorsa alla promozione diretta?

“Sicuramente la sconfitta ha riaperto i giochi, dovuta soprattutto al fatto che ho visto i miei un po’ fermi e contratti, domenica scorsa però ho visto di nuovo la squadra che piace a me, nonostante non siamo stati perfetti; c’era il rischio che la sconfitta col Bastia poteva bloccarci invece ho rivisto i ragazzi che conosco, in particolare un ottima reazione da parte dei giovani. Per domenica posso dire che sono fiducioso che i miei facciano quello che devono.”

La vittoria del campionato potrebbe arrivare anche grazie ad un risultato negativo del Bastia, chiedete qualcosa all’Amerina? 

Noi non chiediamo niente a nessuno, l’Amerina ha già i suoi problemi, sono una squadra preparata che sicuramente non farà la comparsa contro il Bastia, sicuramente mi dispiace vederli lì infondo dato che conosco il loro allenatore che è stato anche il mio; noi dobbiamo solo pensare a portare a casa i 3 punti.”

Un giudizio sui vostri avversari diretti, incontrati da poco e che sono stati per molto tempo primi, qual’è stato il momento in cui avete creduto nel sorpasso?

Inizio col dire che nei miei ragazzi ho massima fiducia, trasmettono entusiasmo e si allenano molto bene, abbiamo iniziato a credere nel sorpasso quando abbiamo vinto contro il Todi, da lì si è convinta anche la dirigenza di quello che potevamo fare, da quel momento sono arrivate 8 vittorie consecutive importanti e pesanti. Il Bastia è una squadra costruita per vincere, sono più esperti e anche più blasonati rispetto a noi, più quotati e con un gran campo, un gran tifo… hanno tutto, è una squadra forte.

Avete uno dei migliori settori giovanili dell’Umbria, di cui la squadra è ampiamente composta, quanto vi gratifica aver puntato sui giovani, con questi risultati, anche in funzione della prima squadra e del futuro? 

La società ha puntato forte sui giovani, anch’io in due anni ne ho fatti esordire 13 o 14, abbiamo un solo 2003 che è Farnetti, inoltre abbiamo puntato molto sui 2005 come Cantocchi, Franceschini, Bottausci; inoltre c’è Bernardini che è un 2004, altri ragazzi sotto età del 2006 che ho fatto esordire ma se sono bravi questi ragazzi devono giocare. Ci sono talenti forti e maturi, già mentalizzati, nessuno mi obbliga a farli giocare ma se lo meritano, devono calcare il campo; averli è una fortuna, soprattutto per il futuro.”

Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti

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