Mister Ortolani: “Voglio regalare un emozione”.

PERUGIA – Parla ai nostri microfoni il condottiero del Cannara, Giampiero Ortolani, commentando la stagione della sua squadra e dei play-off, arrivati all’atto finale. La sfida decisiva per salire in Eccellenza vedrà confrontarsi il Cannara e la Pontevecchio con i rossoblù che hanno superato prima il San Venanzo per 2-0 ed il Campitello con un tris, 3-1 il risultato finale, entrambe vinte in trasferta.

Mister, arrivate alla finale dopo aver battuto due formazioni fortissime come San Venanzo e Campitello, che fino all’ultimo si é giocato il campionato, cosa non ha funzionato durante il campionato e cosa sta funzionando bene in questi play-off?

“Io sono entrato in corsa, alla settima giornata, all’inizio c’erano tante difficoltà; la squadra per i valori che aveva e che tutt’oggi ha non riusciva ad esprimersi. Al girone d’andata abbiamo girato a 17 punti e siamo stati anche in piena zona play-out, dunque la priorità era uscire da quella posizione di classifica e fare il massimo. Essendo che i valori erano alti e i risultati non soddisfacenti era anche frustante non riuscire a svoltare la stagione; abbiamo avuto poi un grande momento dove in 15 partite abbiamo fatto 37 punti. I play-off sono stati raggiunti all’ultima giornata, negli ultimi 7 minuti disponibili del campionato: abbiamo fatto una vera e propria impresa. La squadra è molto forte e abbiamo lavorato in un certo modo, con certi principi, secondo una forte etica del lavoro riuscendo a compattare lo spogliatoio, creando un bel gruppo dove fossero tutti allo stesso livello, nessun titolare e nessuna riserva.”

Come ha visto la squadra in queste partite secche, che fanno sempre storia a sé, rispetto al campionato dove un errore si può sempre rimediare?

“La squadra ultimamente doveva solo vincere, non si dovevano fare troppi calcoli; bisognava fare il massimo dei punti e siamo comunque arrivati svantaggiati nei play-off dato che abbiamo giocato due gare in trasferta dove avevamo a disposizione solo la vittoria. Erano praticamente tutte finali e se facevamo risultato potevamo sognare i play-off dove abbiamo continuato a giocare con la testa sgombra, consapevoli che la stagione è comunque buona considerando com’era partita. L’entusiasmo ci ha aiutato molto.”

Un gol subito e cinque fatti, considerando anche i campi difficili su cui avete giocato, pensate di riuscire a mantenere questo ritmo?

“La finale è una partita a sè, diversa dalle altre, bisognerà vedere se tutti sono a disposizione, da parte nostra abbiamo solo uno squalificato ma per fortuna ho una rosa lunga e numerosa dove chi è stato chiamato in causa è stato all’altezza. In finale saranno importanti gli episodi, i valori si azzerano ed è importante l’interpretazione della gara stessa. Sarà una gara difficile per noi dopo un periodo duro ed intenso dove abbiamo dato l’anima.”

Riguardo la Pontevecchio, ci può dare un suo giudizio in merito alla squadra e se avete preparato qualcosa in particolare fare breccia in una formazione che appare molto solida

“La Pontevecchio ha fatto un bellissimo campionato, gioca bene e sono un gruppo unito, di categoria, non mollano mai ed è una squadra difficile da incontrare dato che hanno anche delle ottime individualità. La prestazione dobbiamo farla noi e io sono focalizzato sui miei ragazzi, ovviamente la Pontevecchio non è qui per caso e vorrà vincere a tutti i costi”

Siete ad un passo dalla promozione in Eccellenza, cosa si sente di dire alla società e ai tifosi?

“Il Cannara nel panorama umbro per blasone, storia, curriculum e società merita di stare in Eccellenza, non che la Pontevecchio non lo meriti, nulla togliere a loro. Noi dobbiamo stare in Eccellenza, dove ci comptete, considerando che il Cannara viene da due retrocessioni consecutive, dalla D all’Eccellenza e poi in Promozione; la società stessa ha fatto tutto il possibile e non ci ha fatto mancare nulla, è una squadra forte e i risultati si vedono. Io poi sono di Cannara e vorrei regalare quest’emozione al paese dato che qui ho anche giocato oltre che allenare; si dice che nessuno è profeta in patria, io voglio ribaltare il proverbio.”

Per correttezza professionale abbiamo sentito anche l’allenatore della Pontevecchio, Lorenzo Caldarelli, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni; non ne comprendiamo i motivi, ma accettiamo la scelta.

Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *