Stamattina il presidente biancorosso ha fatto il punto coi giornalisti presso gli uffici del Perugia Calcio. “Situazione anche più grave di quanto sapevamo due mesi fa ma la stiamo affrontando, non sono pentito“.



PERUGIA – Non nel luogo deputato per le conferenze stampa, bensì negli uffici del Perugia Calcio per “ricercare” una maggiore conoscenza con la stampa perugina. Javier Faroni nella mattinata ha incontrato separatamente giornali, tv e web e tra questi c’eravamo noi.
Presidente, il Perugia in questo momento è in difficoltà e c’è stato il cambio di allenatore, ci può dire a che cosa è dovuto?
“E’ dato per l’essenza di risultati e la mancanza del gioco che desideravamo. Formisano ha fatto un ottimo lavoro portando molti giovani promettenti in prima squadra tuttavia i risultati non sono stati all’altezza ed abbiamo deciso di cambiarlo subito con un allenatore con le spalle grosse ed esperienza come Zauli“.
Secondo Lei siamo ancora in tempo per vedere un Perugia competere per qualcosa nella stagione in corso oppure conviene guardarsi dietro e pensare alla prossima?
“Tutti dicono che il Perugia ha una squadra forte, lo ha detto lo stesso tecnico della Torres aggiungendo che non meritiamo la posizione che occupiamo, ma i risultati ci vogliono subito, abbiamo bisogno di far punti prima possibile e perciò stiamo lavorando per questo“.
A proposito di questo sono in molti a dire che questa è una rosa competitiva ma che necessità di correttivi, state pensando già di farli a gennaio visto che l’avete ereditata e non composta voi?
“E’ vero la squadra non l’abbiamo fatta noi e ci sono molti giocatori con contratti lunghi e non sarà facile rimediare visto che siamo 32 tesserati e normalmente una rosa è composta da 26, comunque il nuovo allenatore insieme al direttore sportivo decideranno, seguiremo le loro indicazioni per rinforzarla; sappiamo che il mercato di gennaio è molto piccolo e bisognerà capire come fare”.
Le difficoltà della squadra sono state una sorpresa per lei o sapeva a cosa andava incontro?
“In alcune cose abbiamo trovato condizioni peggiori di quelle che ci aspettavamo perchè la prima squadra aveva necessità di base che dovevano essere risolte immediatamente per poter dar loro quello di cui avevano bisogno e poter esigere da loro risultati, il primo obiettivo è stato questo. Chi compra un club investe un capitale molto grande con l’obiettivo di arrivare in prima divisione ma bisogna creare un club giusto che dal punto di vista finanziario ed economico; è chiaro che noi dobbiamo accompagnare la crescita sportiva con quella finanziaria perché perdiamo ogni anno una grande quantità di denaro. Chiaramente l’obiettivo è cercare di salire di categoria generando quelle risorse di cui necessitiamo infatti abbiamo aumentato per quest’anno del 50 e per il prossimo del 100% il budget a disposizione delle squadre giovanili proprio per cercare di raggiungere questi obiettivi“.
Avete intenzione di affiancare a Borras una figura che possa fungere da supporto, magari uno che viene dal calcio e che faccia da filtro tra società e squadra?
“Il Direttore Generale del club è Borras, ma la responsabilità della gestione sportiva è tutta di Jacopo Giugliarelli e dell’allenatore che conoscono molto bene il calcio italiano, poi io mi relaziono con altro paio di persone ma il direttore sportivo ha la totale e completa della parte sportiva“.
Facendo un passo indietro alla prima conferenza stampa dove aveva parlato di una situazione precaria a che punto siamo ora?
“Confermo la situazione di allora ma poi si è rivelata più ampia in negativo. Detto questo non mi sono certo pentito a me piacciono le sfide, sapevo cosa avrei trovato e so’ a che punto possa arrivare.. Sono un imprenditore dall’età di diciotto anni e sono felice della scelta, poi – dice polemicamente il presidente – ci sono alcuni personaggi che dicono di amare il Perugia poi dietro ti tirano le pietre“.
Da quando è arrivato che opinione si è fatto dell’ambiente perché il direttore sportivo ha parlato di pressione della piazza?
“Il Perugia ha il peso della grande squadra che non merita di essere dov’è, chiaro che il perugino vuole il Perugia dove era anni fa ma questa è l’idea, però io non sento la pressione, so’ che è un lavoro a lungo termine di crescita del club complessiva. Tutti, compreso io, vorremmo giocare domani in serie A… Comunque qui non sento la pressione della gente anzi sento molto affetto e tutte le volte che incontro qualcuno mi dicono la parola forza, non buona fortuna, e questo mi stimola“.
In Argentina ha avuto riscontri personali da quando ha preso il club?
“Certamente io li sono personaggio pubblico, la gente mi conosce e ad ogni partita mi riempiono di messaggi per sapere il risultato della partita; e non solo ogni volta che torno in Argentina lo faccio con una quantità enorme di magliette”.
Fabio Meattelli






Ottimo Articolo Spiega Bene quanto la Passione e l Amore per Perugia e il Perugia ha,Spinto Il Nostro Presidente Javier Faroni ha investire x Prendersi Cura del Nostro Grifo !!!!