Benito Mangioni: “Il bilancio é buono ma solo per la salvezza. Obiettivi? Dopo la passata stagione non voglio sbilanciarmi”

Le parole del presidente del FC Castello San Secondo dopo una stagione con più ombre che luci

PERUGIA-Non è mai facile gareggiare in una categoria superiore e nel calcio è probabilmente una delle poche certezze che vale ad ogni latitudine. Lo sa bene anche Benito Mangioni che, dopo aver raggiunto la Prima Categoria, con il suo Castello San Secondo ha concluso una stagione partita con altre ambizioni ed una programmazione diversa. Ce ne parla proprio il patron, di cui riportiamo le dichiarazioni.

Ci può fare un commento sulla stagione appena passata? Com’é il bilancio?

“Il bilancio é condizionato dal fatto che alla fine ci siamo salvati, quindi tutto é andato bene. Siamo partiti con altri obiettivi, cioè quello di rimanere tra le prime, poi gli infortuni ci hanno penalizzato, abbiamo avuto dei problemi con l’allenatore che non hanno aiutato e anzi hanno peggiorato la situazione. Alla fine è andata bene dato che abbiamo raggiunto la salvezza.” 

Il calciomercato é ancora aperto, come e dove pensate di intervenire? 

“La squadra l’abbiamo terminata 15 giorni fa, penso che abbiamo messo su una bella rosa, il campo parlerà. Abbiamo cercato di rafforzare più o meno tutti i reparti, in particolar modo l’attacco ed il centrocampo sono stati rigenerati; abbiamo preso dei difensori da Promozione e dei giocatori da Eccellenza. Secondo me siamo una gran bella squadra ma anche anno scorso lo era, quindi non voglio sbilanciarmi troppo, vediamo quest’anno come andrà.” 

Quali saranno dunque gli obiettivi per la prossima stagione? 

“L’obiettivo per la prossima stagione sarà quello di arrivare tra i primi posti; poi il calcio è strano e non si sa mai cosa può riservare sia a noi che agli altri, la squadra é competitiva, questo posso assicurarlo.” 

Il calcio dilettantistico umbro nutre di ottima salute, vi sentite anche voi parte di questo buon momento, in relazione alla categoria?

“Non sono sicurissimo che la salute sia ottima, almeno per delle questioni, diciamo che é duro, questa riforma non rende il lavoro per nulla facile: i meccanismi sono eccessivamente complessi, c’è molta burocrazia, anche il trovare soldi è complicato. Conosco, come tanti, le difficoltà di fare impresa, il calcio sta diventando a tutti gli effetti un’impresa e non so quanto sia un bene, per il momento resistiamo.”

Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti

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