Le parole del nuovo tecnico del Perugia in una giornata, quella di ieri, estremamente convulsa tra la firma in mattinata, l’allenamento del pomeriggio seguito poi dalla conferenza. Oggi parla Meluso.

PERUGIA-Un matrimonio che si doveva fare: così è stato definito da molti l’approdo di Braglia al Perugia. Dopo l’inizio negativo di Cangelosi la società ha voluto mandare un segnale forte, quello di un cambio di guida tecnica affidando la panchina ad una vecchia conoscenza sia a Perugia che della categoria, Piero Braglia che, nella giornata di ieri, si è presentato alla stampa. Di seguito le sua dichiarazioni
“Ho accettato Perugia per la rosa, chi viene qui sa che deve fare un qualcosa di importante, non si sceglie una piazza del genere per fare qualcosa di normale, dobbiamo ambire a fare un campionato di livello dato che secondo me la rosa ha il potenziale per occupare le prime 5 posizioni, l’ho già detto ai giocatori, vedremo se ho ragione, il campo dirà la verità.”
“Questa è una piazza che tutti vorrebbero allenare sia per la storia che per il blasone, dobbiamo però guardare avanti, non solo al passato glorioso, per questo poche chiacchiere e tanto lavoro, solo così si dimostra di essere forti. La squadra sta bene, colgo l’occasione per ringraziare chi c’era prima di me, adesso tocca a noi dimostrare chi siamo, la Serie C per una piazza del genere è un investimento a perdere, la società sta facendo degli sforzi, anche i giocatori devono prendersi le loro responsabilità, l’ho detto ai più esperti.”
“Il post-Ravenna? Vincere aiuta a vincere, è normale che quando quando perdi spesso e volentieri vengono fuori dei problemi. Il Ravenna sarà una spina nel fianco per tutti, io la metto con Arezzo ed Ascoli per la vittoria finale; poi il calcio è fatto da episodi, secondo me se il Perugia andava a riposo sul 2-0 io oggi non sarei stato qui, detto molto chiaramente. Io ho un’idea di gioco che non è quella di Cangelosi, adesso bisogna solo vedere se ci ho visto giusto o meno”
“Per quanto riguarda il gruppo l’ho trovato bene, sarei uno sciocco a valutare la squadra dopo un allenamento. Kanoute l’ho avuto ad Avellino e ha sempre giocato, oggi si è allenato. Mi interessa molto l’atteggiamento, lui è un generoso. Ho avuto anche Montevago e Broh a Palermo, Melegatis solo 15 giorni a Rimini, spero che nel breve riesco ad avere un impatto; io sono una persona diretta e lo sarò sempre, soprattutto con i calciatori, sono loro i protagonisti. In cinque giorni ci giochiamo due partite in casa, a me non piace prendere schiaffi, prima si danno e meglio è, dobbiamo capire che se non riusciamo ad incidere tecnicamente e tatticamente dobbiamo farlo fisicamente, non possiamo adattarci sempre. Il mondo è cambiato ma il calcio secondo me è sempre rimasto lo stesso: quando si scende dal pullman e si va a vedere il campo, in quel momento bisogna che nei giocatori salga l’adrenalina e lo spirito di sacrificio: dobbiamo essere tosti, determinati, calcisticamente cattivi.“
“La difesa a 3 è un’opzione, ci può stare; poi oltre ai tatticismi serve che noi ci mettiamo del nostro, io ho fatto tante promozioni, il campionato lo conosco ma c’è bisogno che ci sia anche tanta gente a seguirci, anche il seguito dei tifosi diventa fondamentale. Sambenedettese? Una neoporomossa che gioca ed interpreta benissimo il 4-2-3-1, si trovano meglio fuori casa come si vede anche dai risultati, noi siamo chiamati ad una grande prova per dare una svolta.”
Vincenzo Velotti





