Claudio Bellavita: “Campionato positivo, dobbiamo provare a salire in Prima, siamo una Seconda Categoria di lusso”

Le parole del presidente Bellavita con lo sguardo al futuro prossimo della società

PERUGIA-Parla a 360 gradi il presidente della Junior Carpine Magione che dopo aver disputato un buon campionato di Seconda Categoria, culminato tuttavia con l’eliminazione al primo turno play-off, frutto di un pareggio che è costato caro a causa del piazzamento in classifica, non si perde d’animo guardando al futuro con un occhio particolarmente speranzoso per i suoi colori.

Ci può fare un commento sulla stagione appena passata? Com’é il bilancio?

“Con la prima squadra abbiamo fatto un campionato positivo, obiettivo play-off raggiunto anche solo all’ultimo, abbiamo raggiunto il nono posto uscendo subito con un pareggio fuori casa in quanto svantaggiati dal posizionamento in classifica. Siamo usciti senza aver perso, abbiamo fatto bene anche la Coppa Primavera dato che siamo usciti solo al secondo turno, aggiungo anche immeritatamente. Il rendimento della squadra è positivo, l’età media è molto molto bassa, ci avvaliamo del settore giovanile o di ragazzi che sono alla prima esperienza in prima squadra; posso dire che c’è tanta positività intorno alla squadra.”

Il calciomercato é ancora aperto, come e dove pensate di intervenire? 

Abbiamo avuto un numero importante di ingressi, sopratutto di rientro dal settore giovanile dopo aver fatto la Juniroes e di società anche limitrofe a noi; abbiamo una rosa da 22-24 giocatori che stiamo definendo e che sia molto più competitiva e completa. Affrontiamo il sesto campionato di Seconda utilizzando delle risorse del territorio, i ragazzi giocano per il gusto di farlo a livello sia societario che logistico. Il nostro è un valore aggiunto che pensiamo di poter dare ai ragazzi 

Quali saranno gli obiettivi per la prossima stagione? 

“Penso di avere una rosa competitiva, vogliamo entrare nella griglia play-off come prime posizioni, poi sappiamo tutti che sono partite a se, lo stesso campionato ne ha tante Qualora riuscissimo ad entrare tra le prime 5-6 é tanta roba, sarebbe importante anche portare avanti il discorso della Coppa Primavera.

Invece nel lungo termine dove vede la sua squadra?

“Vogliamo salire di categoria nel lungo periodo. Abbiamo i numeri e le qualità nel settore giovanile, abbiamo vinto l’A1 dei giovanissimi. Guardando al futuro siamo “costretti” con ambizioni di fare una buona Prima per poi sognare altrove sempre pensando che la risorsa umana é del territorio, dicendo di no a spese pazze: quello che esce da noi é sopratutto frutto del settore giovanile.”

Cosa é mancato anno scorso per fare qualcosa in più?

Anno scorso é mancato il mercato; siamo costituiti da ragazzi del territorio, siamo carenti in qualche ruolo e pecchiamo di esperienza, sopratutto davanti. Abbiamo incontrato avversari molto esperti che sono fortuna o sfortuna delle altre società, dipende dalle visioni, noi sicuramente paghiamo l’inesperienza. A fine stagione abbiamo visto una crescita dei ragazzi che hanno bisogno di maturare, per alcuni era la prima volta a questi livelli”

Come valuta la salute del calcio umbro, in relazione alla categoria? Spesso si dice che il dilettantismo si sia avvicinato al professionismo..

Io dico che se il calcio si sta avvicinando al professionismo é una situazione portata anche dalle società. Una società come la nostra ha come obiettivo il miglioramento del settore giovanile, non ci avventuriamo in sogni di categoria importanti per poi scomparire, le meteore sono quelle che fanno male al calcio, le società più normali fanno un programma vero puntando su quello che hanno in casa e non su quello che vorranno avere per passaggi transitori di personaggi particolari. Una programmazione del genere però può essere svantaggiosa contro chi investe tanto e poi scompare.Vivendo il campo della Seconda, credo che sia cresciuto di qualità; io ricordo la prima iscrizione del 2019 e se penso a quel campionato e quello di anno scorso c’è un abisso: noi ci alleniamo 3 volte a settimana, quasi come quelle di Prima e abbiamo una lavanderia interna, lo fanno solo in Eccellenza dove ho giocato nel mio piccolo. Siamo una Seconda di lusso, a livello organizzativo, i ragazzi non percepiscono rimborsi i ragazzi però gli diamo ambiente e luogo di piacere dove la fatica dell’allenamento diventi poi svago nel dopo, li facciamo sentire importanti.”

Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti

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