Cosa c’è dietro al closing?

PERUGIA – Sono stati necessari otto mesi, tanti rinvii e un prestito dal fondo Elliott di 303 milioni – solo 180 destinati al closing per la cessione del Milan e sui social leggiamo ogni giorno commenti sarcastici ed opinioni non supportate da fatti riguardo a quella del Perugia.

Proviamo a capire cosa c’è dietro quando si va ad acquistare una società professionistica dove lo scoglio non è solo la mera valutazione economica, come se stessimo parlando di un appartamento o peggio di un pacchetto di caramelle, ma sono tutte le componenti.

Nel caso del Perugia Calcio, oltre alla squadra e al valore dei giocatori che la compongono (già prima variazione in caso Iannoni – ndr), ci sono le strutture, il marchio, il personale tecnico ed amministrativo e non per ultimo tutto l’universo del settore giovanile e della scuola calcio. Ora, se come si dice lo scoglio attuale da superare è quello dell’Academy, quindi dei giovani, nessuno si deve meravigliare perché la storia del Perugia, dove peraltro fu D’Attoma il primo a mettere lo sponsor sulle maglie e ancora Gaucci a creare la Galex, fa da volano ai grandi marchi nazionali ed internazionali.

Se uno di questi marchi, come si potrebbe suppore, possa essere interessato a far parte del futuro del Perugia, attratto non soltanto sugli acquirenti come Javier Faroni o Giampaolo Triulzi, ma anche sulla garanzia di serietà data da imprenditori di grande calibro e comprovata managerialità come Mauro Ricci – un lungo percorso il suo prima lontano da Perugia poi sempre più all’interno della realtà tanto da innamorarsi della squadra di calcio – la cosa deve rappresentare un vanto per l’intera città.

Se in soldoni, durante la trattativa cambiano le carte in tavola e come sembra nel caso specifico sono cambiate eccome, è perfettamente normale che occorra rimettersi intorno al tavolo per ritrovare la quadra. Tutti noi vorremmo cogliere la mela dall’albero prima che maturi ma poi è acerba diventa immangiabile.

Capiamo perfettamente l’inquietudine dei tifosi, esasperati da una gestione che li ha messi a dura prova, ma di fronte ad un passaggio di proprietà concreto e non fumoso come quelli del recente passato, ci sembra davvero un prezzo minimo da pagare.

Dopo anni bui per il settore giovanile biancorosso, almeno per i risultati di squadra, si tenterà di rinverdire i fasti del passato dove, giova ricordarlo per i più distratti, nel capoluogo umbro sono arrivati i due scudetti primavera del 95/96 e 96/97.

Fabio Meattelli

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