Le parole del presidente dell’Athletic Club Bastia che, dopo aver archiviato la stagione passata non brillante, aspira a qualcosa in più, mantenendo salda la filosofia del club: ragazzi giovani e, soprattutto, di Bastia.

PERUGIA-Una stagione travagliata quella dell’Athletic Club Bastia che si è trovata a fare i conti con un girone C molto competitivo, forse uno dei più difficili della categoria, come proferito dallo stesso presidente che ci ha commentato la stagione passata e il futuro, con un occhio particolare alla filosofia della sua società.
Ci può fare un commento sulla stagione trascorsa? Com’é il bilancio?
“Per quanto riguarda la stagione trascorsa posso dire, con dispiacere, che il bilancio é stato un po’ in rosso, il campionato è stato molto complicato, volevamo fare qualcosa di diverso ma siamo partiti con delle difficoltà incontrate e alcuni infortuni gravi che hanno compromesso il corso della stagione, l’ obiettivo minimo è stato centrato, ci siamo salvati, ed è la cosa più importante considerando l’andazzo dell’anno.”
Il calciomercato é ancora aperto, come e dove pensate di intervenire?
“Voglio ricordare che la nostra politica é giocare con giocatori di Bastia e non garantire nessun rimborso; sto riscontrando che in questo mercato tutti promettono rimborsi anche abbastanza esorbitanti, quindi faremo le nostre valutazioni. Promuoveremo tanti ragazzi giovani dalla Juniores provenienti dal Bastia.”
Alla luce di ciò, quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?
“La squadra é attrezzata per fare il campionato anche il prossimo anno nonostante abbiamo perso dei giocatori per motivi di lavoro; il girone C é molto complesso, forse il più complicato in Prima; vogliamo fare un campionato di media-alta classifica senza affanno, quindi totalmente diverso da quello dello scorso anno grazie anche allo spirito di gruppo ed unità dei nostri ragazzi che sono, come ho detto, il nostro motivo d’orgolio.”
Il calcio dilettantistico umbro nutre di ottima salute, cosa ne pensate a riguardo? Pensa che possiate essere un modello?
“Il livello si specializza e si alza, le squadre hanno dei budget importanti ed investono, i giocatori scendono di categoria e dunque alzano il livello dappertutto, anche in Prima. Penso che noi possiamo essere un modello come in realtà lo sono anche delle altre realtà, ad esempio il Taulantet, ovviamente con altre proporzioni; noi a questa filosofia aggiungiamo che non garantiamo nessun rimborso per scelta, ci sono molte altre squadre che potrebbero farlo, bisogna solo metterselo in testa ed essere coerenti. Poi ognuno fa il campionato che riesce, fare il passo più lungo della gamba é pericoloso, sia a livello tecnico che finanziario, a noi piace stare con i piedi per terra.”
Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti




