Dopo la conferenza stampa di presentazione di mister Braglia è toccato a Meluso fare gli onori di casa.
PERUGIA-Un nuovo corso per il Perugia, l’ennesimo. Quello di Piero Braglia inizia stasera, davanti ad un pubblico a lui familiare, in una gara estremamente delicata sia per la posizione in classifica sia per l’avversario che si troverà davanti, una Sambenedettese che si è dovuta leccare le ferite dopo la beffa interna con il Carpi. Poche ore dunque per preparare la gara e pochi allenamenti per il neo-arrivato mister che, qualora non dovesse vedere i suoi principi tattici, dovrà fare appello alla garra dei suoi uomini che, con tutta probabilità, si schiereranno a specchio. Non solo una mossa tattica abbastanza usuale per chi arriva con poco tempo a disposizione ma anche uno dei moduli preferiti del mister che dovrebbe rinunciare, almeno per il momento, al 3-4-3 per passare al 4-2-3-1. Tanti ballottaggi fin dalla difesa: Melegatis e Calapai si giocano una maglia a destra mentre Nwange e Dell’Orco il posto a fianco di Angella, più sicuro Giraudo che agirà a sinistra. Mediana composta da Giunti-Broh o Melegatis-Tumbarello; trequarti abbastanza corta, si dovrebbe rivedere Bacchin dal 1′ con Matos e Kanoute a supportare la prima punta che vedrebbe più avvantaggiato Ogunseye al posto di Montevago. Il direttore Meluso, invece, nella conferneza stampa di ieri, ha messo l’accento su alcuni concetti, compresa la scelta di Braglia, considerato l’uomo giusto per ripartire. Di seguito le sue dichiarazioni
“Per quanto riguarda il mercato ho agito in maniera autonoma, sono stato messo nelle condizioni di poterlo fare e ringrazio la società, compresi ovviamente il presidente Faroni ed il DG Borras; crediamo di essere competitivi per le prime 5 posizioni seguendo sempre il concetto della sostenibilità, l’ho ribadito fin da quando sono arrivato. Ad oggi siamo fuori da questi parametri dato che la società ha investito molto e la nostra previsione è in passivo, proprio per questo dobbiamo ringraziare chi ci fa fare questa annata fuori dalla sostenibilità oggettiva; il problema risiede quando un club incassa 1 e spende 6, per dire dei numeri: non è destinato a continuare in eterno. il 70 per 100 della rosa in ritiro? Ci sono andato abbastanza vicino; in ogni caso di questo mi scuso, c’è stato anche un ritardo che pensavo di poter colmare”.
“C’erano tani nomi che abbiamo trattato come prime scelte e non sono usciti, abbiamo dovuto fare interventi all’ultimo, potevamo prenderne altri per poi andadre in un’altra direzione, sono logiche di mercato. Sono arrivati giocatori in prestito ma la maggior parte hanno il diritto di riscatto. Per Nwanege c’è un diritto di riscatto alto ma anche un controriscatto che rappresenterebbe una plusvalenza, per Terrnava c’è diritto; sono giocatori validi anche in futuro, ci abbiamo ragionato a fondo prima di fare delle scelte. Su Manzari come per Montevago c’è diritto di recompra, nel suo caso del Sassuolo. Ma le scelte sono state fatte sempre in funzione di fare del nostro meglio per la squadra. C’era anche la possibilità di fare una squadra “ammazzacampionato” ma si sarebbe dovuti andare in all-in e non è la nostra filosofia. Siamo in linea con quello che ci eravamo prefissati, i risultati non sono soddisfacenti al momento ma sono fiducioso. Quando cresceranno la condizione e si cementerà il gruppo sono sicuro che la squadra riuscirà ad esprimersi bene e tireremo le somme. Le difficoltà ci sono, non c’è mai stata un’annata tranquilla in cui vinci tutte le partite, qualche tensione c’è sempre come in tutte le famiglie”.
“Frizioni? Capita, come in tutte le famiglie, che non si sia sempre d’accordo, fa parte anche del gioco: se parlate con altri presidenti che ho avuto non hanno la mia stessa idea, ma ripeto che è una cosa normalissima. Si è lavorato con difficoltà oggettive soprattutto dopo il passaggio di società, ce ne siamo comunque fatti carico, sono soddisfatto per le basi che abbiamo gettato, soprattutto in prospettiva futura.”
“L’aspetto tecnico è tutt’altro che marginale, tutti gli allenatori, come Piero, hanno la possibilità di cambiare e di poter variare con la rosa che hanno a disposizione, infortuni permettendo. Lewis ad esempio al 99% dovrà operarsi, non ci voleva dato che ci puntavamo molto così come su Riccardi che è infortunato e ne avrà ancora per un po’. Abbiamo preso un allenatore che è una garanzia, siamo sicuri che è la persona giusta e darà la scossa all’ambiente, in attesa di risposte anche dai calciatori.”
“Abbiamo dei posti in lista ma al momento non è previsto un reintegro dei fuori rosa, così come sarà complicato virare su qualche svincolato, la disponibilità c’è, serve solo trovare la persona adatta: Melegatis aveva giocato, era pronto e sul pezzo, ma non vale per tutti. Cosa mi ha convinto meno? E’ difficile rispondere, a Ravenna per 35 minuti abbiamo fatto una gran prova, poi è subentrata la paura e ci siamo spenti, serve una scossa.”
Vincenzo Velotti




