Editoriale.
La quinta sconfitta esterna in sei gare, giunta per lo più contro una squadra come la Vis Pesaro che veniva da 5 sconfitte consecutive (udite, udite), ha riproposto con forza la situazione dell’attuale Perugia Calcio. A 180 minuti dal termine della stagione regolare siamo evidentemente difronte ad una squadra ancora alla ricerca dell’insostenibile leggerezza dell’essere, tanto per parafrasare Milan Kundera, che in campo è tanto evidente quanto lo è insostenibile a livello ambientale dove ormai il legame fortissimo città-squadra può essere ricostruito soltanto con l’avvento di una nuova dirigenza. Per giunta con un allenatore che pur bene aveva iniziato, ma che male sta facendo proprio a ridosso degli “sportivamente drammatici” spareggi promozione che sembrano essere frutto di una mente fantasiosa, forse la stessa degli Hunger Games.
I continui cambi di formazione, come si giocasse al fantacalcio, hanno finora prodotto uno scoramento che ha portato un Grifo-formato Formisano, che segnava tanto e che subiva abbastanza ma vinceva, ad essere una squadra che segna pochissimo, ma che subisce quanto basta per perdere le partite. Se chiedete a qualsiasi tifoso, dei pochi che ancora frequentano i gradini del Curi con regolarità, che fisionomia abbia questa squadra vi risponderà che ne è ancora alla ricerca e che a stento riuscirà a trovarla visto che ormai il tempo stringe. A volte l’abbondanza della rosa, peraltro non straordinaria sul piano qualitativo – dare un’occhiata a qualcuna degli altri gironi in termine comparativi – rischia di diventare un boomerang: inutile dire che una volta tutti sapevano la formazione a memoria dopo 10 gare perché è vero era un altro calcio, ma neppure che ad ugni uscita di lista c’è da strabuzzare gli occhi perché non è mai uguale alla precedente.
Quando ad un vecchio presidente fu chiesto dell’amalgama lui risposte chiedendo quanto costava; ecco per capire “l’insostenibile leggerezza dell’essere” di questo Grifo servirebbe una bella manciata di amalgama, ingrediente non da poco in ottica immediato futuro.
Fabio Meattelli





