Turbolenze in casa Grifo: Tedesco alza la voce, la società stempera gli animi.

Acque agitate in casa Perugia dopo lo sfogo di Tedesco post-Ascoli. Gaucci a metterci una pezza e Borras a chiarire con il tecnico palermitano.

PERUGIA-Non tira una bella aria a Pian di Massiano, questo è indubbio. Il Perugia prima della gara interna con il Bra aveva tutte le carte in regola per conquistare i 3 punti ed uscire finalmente dalle sabbie mobili in cui si era messo. Il punto interno contro i neopromossi piemontesi ed il tonfo tra le mura amiche del Curi contro il Gubbio hanno letteralmente inguaiato il Grifo che è precipitato ancora una volta in una situazione tutt’altro che semplice, in virtù anche delle difficilissime gare contro Ascoli, Sambenedettese e Ravenna. La trasferta ascolana è, come da programma, una sfida proibitiva che Tedesco affronta cambiando i connotati della squadra, passando ad una difesa a 3 che in fase di non possesso si mette a 5, ordinata, che quando può riparte. A pochi minuti dalla fine il risultato, miracolosamente portato sull’1-1, in rimonta, viene smosso da un rigore più che mai dubbio dato all’Ascoli dopo la revisione al FVS. La trasformazione del penalty e l’occasione del 2-2 di Joselito sono una mazzata per i biancorossi ed il suo allenatore che non le manda a dire davanti alle telecamere, a caldo, nel post-gara.

Sono veramente arrabbiato, io non dormo per il Perugia. Con pregi e difetti preparo le partite, poi perderle per cose del genere mi dà fastidio. Sono arrabbiato anche con la mia società che deve difendere di più questa squadra e questa città, gli altri fanno le proteste che non vogliono vendere in campo, noi mandiamo le mail. L’Ascoli si è lamentato tutta la settimana, il presidente ha minacciato di estromettere le squadre e questi sono i risultati. Non importa se la società mi manda via, non mi riferisco a Gaucci e Novellino ma a Borras e Faroni, la società ci deve difendere di più. Poi si può sbagliare con tutte le questioni tattiche del caso; i ragazzi sono stati bravi, hanno sofferto, c’è un lavoro settimanale che non può essere rovinato così. E poi gli arbitri hanno 5 telecamere, noi una e mezzo ed è limitante. Sono molto arrabbiato ed amareggiato, non è giusto, ci dobbiamo fare sentire, prego la società di farsi sentire”.

Senza troppi giri di parole Tedesco ha espresso il suo disappunto con parole che hanno fatto molto rumore tanto che la reazione del diesse Gaucci non si è fatta attendere, quasi in tempo reale ha commentato così le parole del mister.

Torniamo a casa ingiustamente con una batosta, ho fatto questa chiamata e mi sono permesso di intervenire perchè ho sentito le parole di Giovanni (Tedesco, ndr) e voglio stemperare la situazione. E’ vero che è un momento di grande difficoltà e che il rigore era inesistente, era nervoso e ha detto cose non mi trovano d’accordo, soprattutto non si deve pensare che la società sia in crisi o che lui si voglia fare esonerare. Queste cose in questo momento devono restare dentro di noi, uno sfogo inopportuno, vero che la sconfitta fa male e noi siamo i primi ad essere delusi ma dobbiamo andarci più piano. La società non è assente né debole, vero che il presidente dell’Ascoli ha fatto pressioni e ottenuto quel rigore ma in questo Faroni e la società non c’entrano. Con il mister ho già parlato, siamo delusi, la situazione è difficile ma l’unica soluzione è fare punti, lavorare più forte.”

Inevitabile che, nonostante la pezza che ci ha messo Riccardo Gaucci, l’incontro tra il DG Borras e Tedesco c’è stato, come ogni lunedì post-partita, ovviamente vertendo su temi diversi dal solito. Arrivato il chiarimento, in privato, lontano da microfoni e telecamere, il Perugia continua con il tridente Tedesco-Gaucci-Novellino con un unico scopo: salvare la categoria e fare il massimo per il bene del Perugia e di Perugia.

Articolo a cura di Vincenzo Velotti

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