Matteo Luzi: “Senso di appartenenza per Guardea, vogliamo uscire da questo momento no.”

Matteo Luzi sulla sinistra con Matteo Silveri sulla destra

Si é insediato da poco nel nuovo ruolo da diesse, ci puó raccontare il perché di questa scelta?

 “Io ho fatto il settore giovanile con l’Orvietana e poi giocato tanto al Guardea, praticamente quasi tutta la carriera, con Filippo Avola, che adesso è l’allenatore, ho fatto il preparatore atletico e due anni fa é iniziata questa esperienza vista la richiesta del Presidente, è stato tutto molto spontaneo e naturale”

Lei è stato capitano storico della squadra, quanto pesa questo nel suo nuovo ruolo?

“In questi due anni abbiamo avviato tante cose, tuttavia dei ragazzi che giocavano con me 4 anni fa ne sono rimasti pochi, principalmente mi preme cercare di trasmettere senso di appartenenza. Guardea é il paese più piccolo di Promozione ed Eccellenza, fa 1100 abitanti e la società fa tanti sacrifici anche economici per portare avanti il discorso Promozione, il senso di appartenenza dev’essere la prima cosa per chi arriva a giocare per questi colori e dev’essere chiaro fin da subito”

Quali sono gli obiettivi a breve e lungo periodo della squadra?

“Gli obiettivi sono quelli di far investimenti importanti per fare i play-off, ad inizio stagione siamo partiti con questa idea, al momento siamo in difficoltà con 3 sconfitte ed una vittoria. Adesso dobbiamo ritrovare la bussola, la squadra é stata costruita per fare i playoff e abbiamo messo su una Juniores 2007-2008 per vincere la categoria e poi fare l’A1. Tra un paio d’anni vorremmo fare l’Eccellenza, la nostra idea é quella ma al momento i risultati non arrivano; tutti ci davano come terza o quarta forza ma al momento non ci siamo, dobbiamo lavorare al meglio per rilanciarci.”

Quanto della sua esperienza in campo ha portato in dirigenza? Ci puó dire qualche curiosità sul suo nuovo incarico? 

“La prima cosa è stimolare la società per far sì che i calciatori non abbiamo nessun alibi; da ex giocatore so che non deve mancare nulla per lavorare al meglio, infatti quest’anno abbiamo cambiato tante cose come lo staff della prima squadra componendolo tecnicamente da figure specializzate, abbiamo messo su la lavanderia che non é una sciocchezza dato che é un servizio importante, anche per chi viene da fuori, abbiamo poi un campo in erba in un paese limitrofo in modo da non utilizzare il nostro che teniamo solo per la domenica. Sono tutte piccolezze raggiunte in due anni e molti ragazzi che vengono da categorie superiori l’hanno riconosciuto; abbiamo una struttura organizzativa e societaria per fare l’Eccellenza.
Tutto ciò è sia per avere una struttura all’altezza per la categoria e per fare in modo che non ci siano alibi oltre che responsabilizzare i nostri ragazzi.”

Qual é il colpo di cui é più soddisfatto e quale quello che si pente di non aver concluso? 

“Non c’è un colpo in particolare, sono soddisfatto di aver portato a Guardea ragazzi richiesti dall’Eccellenza e che venivano anche da lontano per giocare qui. Se devo fare dei nomi dico Matteo Silveri e Niko Mecarino, insieme ad Andrea Francescangeli sono tutti ragazzi che vengono da una categoria superiore. Mi è dispiaciuto anno scorso non aver portato Mattia Vicaroni a cui eravamo vicinissimi, poi per una serie di motivi non l’abbiamo più tesserato.
Siamo in generale soddisfatti di tutti, e diamo fiducia a tutti, stiamo facendo cerchio intorno a mister Avola che é l’allenatore giusto per tirarci fuori da questa situazione, due-tre risultati potrebbero rilanciarci fin da subito.”

Articolo ed intervista a cura di Vincenzo Velotti

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